tutto intorno a me

pensieri, riflessioni e bilanci di vita di un ultratrentenne italiano

Eccomi

Blogger: Marsettantuno
Abbondantemente ultratrentenne, di sesso maschile, eterosessuale, neofascista, occhi verdi ed una barba perennemente di tre giorni fa, l'odore acre di fumo di sigaretta perennemente appiccicato ai vestiti, una passione per Chieti e la sua squadra di calcio che nella storia non ha mai vinto niente ma che proprio per questo viene amata visceralmente dai suoi tifosi, una laurea in giurisprudenza presa lo scorso millennio, una passione per la fotografia, un pacchetto di sigarette fumate al giorno ed una pigrizia innata tutta italica e tutta meridionale...

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venerdì, 27 ottobre 2006

ZOZZONI (IL RITORNO)

Stasera, dopo aver cenato con un caffè panna e nutella, me ne stavo seduto (recte, allungato, perché questa è in realtà la posizione che assumo quando sto seduto in relax) al tavolino di un caffè del centro, all’aperto in mezzo alla piazza.

Benché, come detto, mi trovassi in piazza, avevo di fronte a me la porta del cesso del locale e quindi potevo vedere chi entrava e chi usciva.

Orbene, passa un mio amico: “Cià avvocà” ed io cordialmente “Uè fruciò!”.

Subito il “frocione” (ma non è gay, da noi a volte si usa salutare usando improperi) si dirige verso il bagno dicendo: “aspè ca teng na pisciàt ca j’amang la parola…, mo veng”.

Tutti nobili stasera!” rispondo io sardonico.

Passano circa 30 secondi ed il tipo riesce dal bagno aggiustandosi ancora i pantaloni, dirigendosi  verso di me come per attaccare discorso.

Fin qui niente di male, però mi sono fatto due conti: una minzione non dura meno di quei 30 secondi, soprattutto se, a suo dire (a dire dell’autore, non della minzione…), ne aveva una alla quale mancava solo la parola; ergo, dopo aver espletato il bisogno, il tipo non si era neanche lavato le mani.

E infatti, come non detto, una volta al mio cospetto ecco che questi mi tende la mano per stringermela, come a volermi salutare di nuovo.

Se c’è una cosa a cui tengo nella vita questa non è né la mia casa, né il mio lavoro, ma è l’igiene.

Come si dice, “la mosca va a lu piatt de lu schifòs” ed infatti le situazioni più schifose capitano al sottoscritto.

Nte deng ssa man mang se ce cal Gesù Crist nghe n’assegn in bianco!” gli dico io serio.

E lui: “e perché, mo avìss diventat signor?”.

No, perché a me fa schifo toccare l’azoto con le mani!”.

Lui di rimando, perplesso: “ah??? L’azoto? Ma che cazz sti ddice???”.

Io: “ma lozzì, ma mo secondo te je t’adessa dà la man quand si jit a piscià e nti si mang allavàt le mani???”.

No no, ca me le so allavat, tò, addùr!”.

Ma vaffangul zezzò, camìn, assittete!”.

Questo è solo uno dei tanti episodi di schifezze che capitano durante il giorno.

A voi non è mai capitato, per esempio, di telefonare da una cabina e sentire che la cornetta puzzava?

E di entrare nell’unico cesso disponibile ed incontrarci i fratelli Abbagnale che facevano il “due con” di canottaggio?

E dei commensali che, stando seduti proprio di fianco, mentre parlano sputano nel vostro piatto?

Potrei continuare all’infinito, ma il voltastomaco mi impone di fermarmi qui.

Tuttavia lancio l’ennesimo sondaggio: a voi quali situazioni simili capitano e vi fanno più ribrezzo?

W il sapone!

FORZA STEFANO!

 

Postato da: Marsettantuno a 01:53 | link | commenti (7) |

sabato, 14 ottobre 2006

LA SORELLA DI FIGO

 

Non tutti i mali vengono per nuocere” recita un vecchio e popolare adagio, ed infatti ciò risponde al vero.

Anni addietro, ricoverato in ospedale a causa del fracassamento di tibia e pèrone in seguito ad un infortunio durante in incontro di calcio, mi ritrovavo allungato su un letto, con la gamba destra ingessata ed appesa.

Dinanzi a me c’era un giovane al quale sembrava mancassero le ossa dello sterno, giacché pareva un mollusco, alla mia sinistra un signore che tutte le mattine si alzava dal letto, si affacciava alla finestra ed urlava verso la strada: “Buongiorno signò…ngulammammete!”, mentre alla mia destra era ricoverato un tizio sulla settantina.

Per lenire le sofferenze proprie di un reparto di ortopedia, oltre che per passare il tempo, subito si è iniziato con le prime confidenze.

Il vecchio alla mia destra non lesinava discorsi “da vecchio”, tipo “ai miei tempi c’era più educazione”, “i giovani d’oggi nen tenn voja di fa nu cazz”, “so rivinut a pet dalla russia”, “quand ero giovane mi facev sett pell un appress all’atr, senza mang arecacciarl” ecc. ecc.

Ma l’indomani costui avrebbe dato il meglio di sé, tant'è che durante la mattinata: “Lozzì dimmi na cosa: ma mo tu ca si ggiovan m’adì spiegà…ma coma cazz fi a frecart sse femmine di mo che si depilan la fregn???”.

Eh, nghe lu cazz…coma vu fa???” rispondevo io divertito.

E lui: “No, perché a li timb amì le femmine tenevan chi li bill fregnun pelose, nghi li pil che j’arriveven fin a lu mijicul…quess è la fregn!!!! Mo invece a quand se fann ssi striscett ca si ti li fric te par di scupart na citila!”.

Uahuahauhaua, li si ca ti rraggion compà?” annuivo io.

Orbene, in 35 anni di vita, qualche pube femminile l’ho visto anche io, e ad onor del vero, benchè io sia filgio dei miei tempi, devo ammetere il vecchio aveva ragione.

Le donne oggigiorno tendono a depilare sempre più il loro giardino delle delizie.

C’è chi si lascia una striscia di pelo perfettamente rettangolare, quasi l’avesse progettata un geometra.

Poi, c'è chi si depila solo l’inguine perché “...è brutto se poi il pelo esce dalle mutande, soprattutto se vai al mare!”.

Ci sono quelle poi che si depilano in varia misura, ma si ritrovano sempre con il pelo spettinato come a voler celare l'apertura e, ultimissima tendenza della moda, ci sono quelle che si depilano completamente.

Voglio capire che lasciare che il pelo pubico si abbarbichi come l’edera fino al ventre può anche essere disgustoso, ma sant’Iddio, la depilazione completa non si affronta proprio!

I motivi igienici sono profondi e comprensibili (oltrechè piacevoli, perché armeggiare con un qualcosa che sa di sporco non è il massimo della vita), però “pazzijare” con un pube che sembra quello di una bambina di sette anni è terrificante, suvvia!!!

Lancio quindi un sondaggio, ai quali gli uomini risponderanno sulle loro preferenze, mentre le femminucce più audaci risponderanno sul come acconciano la loro migliore amica.

Inizio io rispondendo che, come spesso accade nella vita, in medio stat virtus.

Forza Stefano!

 

Postato da: Marsettantuno a 01:20 | link | commenti (10) |



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