
Abbondantemente ultratrentenne, di sesso maschile, eterosessuale, neofascista, occhi verdi ed una barba perennemente di tre giorni fa, l'odore acre di fumo di sigaretta perennemente appiccicato ai vestiti, una passione per Chieti e la sua squadra di calcio che nella storia non ha mai vinto niente ma che proprio per questo viene amata visceralmente dai suoi tifosi, una laurea in giurisprudenza presa lo scorso millennio, una passione per la fotografia, un pacchetto di sigarette fumate al giorno ed una pigrizia innata tutta italica e tutta meridionale...
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AVETE ROTTO IL CAZZO (PARTE SECONDA)
Dice il Papa che la violenza è contro Dio e che i musulmani non dovrebbero essere violenti.
Dicono i musulmani che se il Papa non ritira quello che ha detto, lo ammazzano!!
Non è una barzelletta, è tutto vero!!
Leggendo invece tra i blog, ho potuto ammirare il delicato post di una tale Dacia Valent, nota troia comunista, negra ed islamica (cazzo, non le manca proprio niente a questa qui…se fosse anche pescarese avrebbe fatto bingo quest’essere) che inneggia al tumore che ha ucciso
Io non lo so…a volte inizio a sentirmi strano: sono profondamente antiamericano ed antisionista, però la mia coscienza inizia ad ammettere che (suvvia, iniziamo ad aggettivarli come meritano) questi zozzoni, laidi, parassiti, vigliacchi e cialtroni di islamici, sono oggettivamente una minaccia al mondo ben superiore rispetto a coloro che ho sempre ritenuto i principali mali del pianeta.
Tempo fa ascoltavo alla radio che in più di una scuola italiana ormai le festività natalizie vengono chiamate “festività invernali” per non offendere la coscienza dei “signori” in questione, così come in altre scuole è stato vietato il presepe sempre per le stesse ragioni.
Orbene, io non ho ancora figli, ma giuro che un giorno farò portare a mio figlio – a scuola – un presepe o un oggetto natalizio qualsiasi, e me ne starò lì ad aspettare che qualcuno venga ad obbiettare qualcosa.
Beh, costui ci prenderà tanti di quei calci nel culo che lo farò tornare alla Mecca senza neanche toccare la sua lurida terra!
C’è un limite a tutto e questi lo hanno ampiamente superato, così come ha fatto questo vile Occidente odierno, che chiede scusa a tutti e che fra poco chiederà scusa anche di esistere.
Vero è che in Occidente e soprattutto in Europa, a causa della mentalità "di sinistra" ed alla diffusione ormai capillare del "pensiero unico" che ne discende, vige ormai una sorta di “sindrome di colpevolezza”.
Se i terroristi ci hanno dichiarato una jihad (guerra santa) – così molti occidentali ragionano –, allora hanno un risentimento contro di noi. Se hanno un risentimento, allora è provocato da squilibri sociali e economici. Se esistono questi squilibri, allora li ha provocati l’Occidente e soprattutto l’America, con la sua potenza economica, il suo imperialismo, la sua arroganza culturale. E alla fine, se l’Occidente è colpevole di tutto ciò – e lo è, perché vuole esportare il proprio stile di vita come se fosse valido per tutti e ovunque –, allora si merita ciò che gli accade. La conclusione è: è tutta colpa nostra.
Ovviamente io non condivido niente di tutto ciò, ma la domanda che mi pongo è: perché questo stato d’animo e questo modo di pensare sono tanto diffusi in Europa?
Io mi reco spesso nei paesi islamici e so di cosa parlo: ho riscontrato che con questi qui è impossibile ragionare, che sono infidi, che non si lavano (si...non è un luogo comune...si lavano poco, bisogna dirle certe cose!) e che, soprattutto, non ci trattano secondo il principio di reciprocità.
Mi spiego: vorrei sapere perchè mentre loro possono costruire moschee e farla comunque da padrone sulla nostra terra, noi dalle loro parti dobbiamo anche toglierci le collane con le croci al collo????
Attendo risposte, soprattutto da parte delle solite zecche che mi daranno del razzista, guerrafondaio ecc. ecc.
Non c'è cosa più divertente che sentirsi fare la morale dai comunisti...
E' proprio vero che da quando stanno sparando sti razzi sulla Luna, su questo mondo non ci si capisce più un cazzo!!!
Parlando seriamente, più vedo l’Occidente odierno e più mi sembra di vedere la fine dell’Impero Romano…
Forza Stefano!
COMPLESSI
(ANNI DI PORFIDO)
ANTEFATTO:
Estate di fine anni 70, un bambino biondo dal carattere ribelle scorrazza con la sua bicicletta rossa “a
Improvvisamente, per un qualche motivo, cade dalla bicicletta battendo la nuca al suolo.
Sangue copioso ed urla di dolore, viene soccorso dal cugino più grande che lo riporta a casa per una pronta medicazione.
Il seguito, visto che sono passati quasi 30 anni, se permettete non lo ricordo più.
FATTO:
Primi anni 90: il ragazzino biondo è ormai uno studente maggiorenne che da qualche anno, pieno di ideologia e di letture di scritti politici di Julius Evola, Franco Freda, Corneliu Zelea Codreanu ed Ezra Pound, odia il sistema e nel suo inconscio sogna la rivoluzione fascista e le gesta compiute nei neanche troppo lontani anni 70 dai N.A.R. della sua concittadina Francesca Mambro.
L’abbattimento del sistema materialista, cattocomunista e borghese che gli impediva di esternare la sua Idea in pubblico, pena la violazione nientedimeno della XII Disposizione Transitoria e Finale della Costituzione repubblicana è il sogno ricorrente, e lo slogan preferito è: “Il 25 aprile è nata una puttana, le hanno messo nome Repubblica Italiana”.
A dire il vero “l’azione” vera e propria non l’aveva mai visto protagonista, visto e considerato che più che altro il suo compito nelle organizzazioni giovanili era quello di scrivere e teorizzare sull’ideale nei vari fogli autoprodotti, più o meno clandestini.
In tutti i modi, un giorno di ottobre, guardacaso il 28, viene organizzata una manifestazione nazionale a Roma.
Insieme ai suoi camerati il giovane neofascista parte in macchina “con i più grandi” con tanto entusiasmo.
Non si è in tanti, visto che a dire il vero a professare la sua ideologia sono rimasti ormai in pochi, tra repressione ed imborghesimento della società.
Si scende a Piazza Venezia tra un tripudio di saluti romani e slogan, per poi proseguire fino a Via Arenula, in prossimità del ghetto del Portico d’Ottavia, il tutto reggendo in 4 uno stendardo nero con scritto in bianco “CHIETI” ed una striscia tricolore sui bordi.
Lì, lontano, verso l’apertura del corteo, si vede del movimento.
Fattostà che dalle retrovie il ragazzo di Chieti vede le scie dei lacrimogeni indirizzarsi verso il gruppo.
“Vagliò, che cazz sta a succed, li sbirri ci stann a caricà!”.
Volano “pezzame” ed anche il nostro “eroe”, poco più che ventenne, grazie alla sua età verde ha il sangue che ribolle, e gli sembra quindi naturale fare come gli altri: staccare cubetti di porfido dalla strada e scagliarli verso chi li omaggiava di lacrimogeni.
Un cubetto, due cubetti…tre cubetti, l’odore acre dei gas che seccano la gola: “jamm vuagliò, carichèm!”.
Anche lui, sciarpa sul viso sia per evitare di respirare lacrimogeni, sia per evitare di compromettersi, incosciamente parte verso la testa del corteo, dove c’è il casino.
Due minuti di mazzate da una parte e dall’altra, fino a quando…
TUDDDDDD!!!!
…una manganellata tra nuca e orecchio!
Si “spegne il quadro” ed il poveretto, praticamente privo di sensi, si ritrova allungato sul sedile posteriore di una macchina con due tizi che cercano di scuoterlo.
Uno dei due è un compagno di viaggio, che in abruzzese gli dice: “mo t’adessa vinì mment di ji a lu pronto soccorso, accuscì t’arrèstene…fatti li cazz atì!”.
Mesto ritorno a casa con mal di testa.
“Come è andata la gita?” (a casa aveva detto di andare a fare un giro a Roma tra amici).
“Tutto a posto, tutto a posto, però mò so stanco, me ne vaje a lu ‘llett!”.
CONCLUSIONE:
a causa di questi due episodi, ancor oggi, a distanza di tanti anni, se qualcuno mi tocca la nuca mi vengono attacchi di panico.
Sembrerà una cazzata, ma la cosa è molto limitante negli incontri “galanti” dove pare che le donne abbiano una passione per accarezzare la nuca…
Qualcuno di voi lettori è uno psicologo?????
Mi si aiuti.
FORZA STEFANO!
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