IL PISELLO E L’ACQUASANTIERA
Teramo, seconda metà degli anni 90:
a quei tempi, appena arrivato alla Casa dello Studente, il tempo di appoggiare per terra la valigia, la prima persona che conobbi fu Emmanuelle (nome di fantasia).
Capelli a caschetto neri, aria incazzata e fisico abbondante, non aveva proprio l’aria di una studentessa, ed infatti non lo era.
Era una prostituta albanese che per motivi oscuri alloggiava lì.
Tra me e lei nacque subito una forte amicizia, tant’è che praticamente trascorrevo più tempo con lei che con i libri.
Quasi tutte le sere arrivava un’auto di grossa cilindrata che la portava in un locale notturno della costa, dove si prostituiva; tuttavia, nelle serata per lei “libere”, usciva con me ed i miei colleghi studenti per passare delle ore spensierate.
Io la aiutavo ad imparare l’italiano e lei tutti i santi giorni, dopo essere tornato dalla mensa, mi preparava il caffè nella sua stanza.
Se comprava qualcosa di nuovo, tipo un vestito, io ero il primo a doverlo vedere per darle un giudizio; se io rimanevo senza soldi neanche per mangiare, lei mi faceva dei mutui da estinguere in comode rate da 2 mila lire al giorno; lei mi dava consigli su come dare più piacere –a letto- ad una donna ed io la aiutavo a rientrare di notte nella sua stanza aprendole l’uscita antincendio, giacchè la Casa dello Studente chiudeva i battenti all’1 di notte (sic!).
L’ultimo anno, quando io ero prossimo alla laurea, lei se ne andò via a causa di un diverbio con il portiere, e prese in affitto una casa in Piazza Dante, di fianco ad un liceo.
Cosicché quando a rimanere fuori ero io, lei mi ospitava a casa sua senza che io dovessi chiederle il permesso, visto che mi aveva finanche consegnato copia delle sue chiavi di casa.
Finiti gli esami, dovendo ormai far ritorno in Terrasanta (cioè a Chieti) organizzai una bevuta collettiva al Pigalle, un locale in pieno centro di Teramo di circa 50 metri quadrati dove stavano almeno circa 100 persone delle quali la metà fumava hashish.
Visto lo stato “brillante” in cui mi trovavo, lei mi consigliò di tornare a Chieti l’indomani, dopo aver dormito per l’ennesima volta a casa sua.
Era l’ultima sera che avrei trascorso con lei e fu anche l’ultima volta che la vidi: insomma era una serata speciale.
In tutto il tempo precedente, a nessuno dei due era mai balzata per la testa neanche l’intenzione di scopare, e la sola idea mi avrebbe fatto venire da ridere, visto il forte rapporto di sola amicizia tra di noi.
Però, una volta entrati nel letto e scherzato anche pesantemente abbracciandoci fraternamente come tante altre volte avevamo fatto, stando anche completamente nudi (era giugno avanzato), effettivamente qualcosa stava scattando.
Eravamo talmente amici che ci rivolgevamo tra di noi con soavi frasi tipo “secondo me tu non hai mai fatto godere una donna” ed io di rimando “sé sé, secondo me sai gli strilli che ti farei fare?”.
Fattostà che ad un tratto lei, facendosi seria, mi disse in maniera molto diretta: “da domani forse non ci vedremo più…non vuoi fare l’amore con me per la prima ed ultima volta?”.
Io balbettando: “ma…che cazz…ma come…”.
Lei, capito il mio imbarazzo, iniziò a baciarmi sul collo.
A me veniva per metà da ridere e per metà la voglia di trombarla sul serio per tutta la notte, tanto chissenefrega, in fondo era una persona a me cara e, particolare non trascurabile, stava sfregando la sua striscetta di peluria pubica sulla mia coscia.
Poteva anche essere una prostituta, una mia cara amica ecc. ecc., però io non sono fatto di legno ed i rigidi effetti di ciò toccavano il suo ventre.
Ovviamente se ne accorse, e mi disse: “dai, non fare finta di niente…si sente che ti piaccio”; lì stavo quasi per cedere, però ebbi la forza di estrarre l’asso dalla manica: “ma io adesso dovrei mettere il mio pisello in quest’acquasantiera???!!!!”.
Due secondi di silenzio, e tutti e due scoppiammo a ridere come matti.
Facemmo finta di litigare con finti schiaffi e finti spintoni, fino a che tornammo ad abbracciarci solamente, in silenzio, fino a prendere sonno.
Quando la mattina mi svegliai, lei dormiva ancora come un angioletto sotto il suo caschetto di capelli neri.
Non osai svegliarla e, appassionato come sono di colpi di teatro e gesti “estetici”, pensai bene di uscire in silenzio per andare dal fioraio per comprarle una unica rosa rossa che le lasciai sul comodino.
Quando uscii definitivamente dalla sua casa per tornare a Chieti, lei fortunatamente dormiva ancora, non rovinandomi così quel gesto da cinema e soprattutto risparmiandomi lo strazio dell’addio.
Ci sentimmo altre volte per telefono ed io, ormai legato ad una ragazza, non osai andarla a trovare per non suscitare inutili gelosie.
L’ultima volta che la vidi mi venne un colpo.
Una mattina di un annetto dopo, facendo zapping, la vidi alla trasmissione di Alberto Castagna dove, mascherata con una lunga parrucca bionda, raccontava la sua triste storia e la voglia di cambiare vita.
Da allora non ho avuto più notizie di lei, ed ogni tanto mi sorprendo a pensare ai bei momenti trascorsi con lei ed a quanto in fondo era dolce.
Chissà cosa starà facendo adesso: in fondo era una brava ragazza e spero per lei che sia riuscita davvero a fare pace con la vita…
FORZA STEFANO!
IL SESTO SENSO DELLE DONNE…
Credo che qualsiasi individuo, come me di sesso maschile ed eterosessuale, abbia potuto negli anni notare una peculiarità molto singolare nelle donne.
Lo scenario è in soldoni più o meno il seguente: si è in un gruppo di amici, magari anche di vecchia data.
Ad un tratto la tua donna si rabbuia e mette il muso per tutta la sera.
Interrogata sul perché di cotale atteggiamento, se ne esce con un: “Sei stato tutta la sera a fare il cretino con quella! Non te ne sei accorto che quell’oca ti viene dietro??????!!”.
A fare il cretino con quella? Rivolgerle semplicemente la parola con un minimo di educazione significa fare il cretino?
Attimo di perplessità dell’uomo che con un filo di voce meravigliata: “Noooo, ma che dici….ma và!”.
“Si quell’orrida ti sta dietro, solo che tu come al solito dormi….anzi, non è che dormi, sai benissimo come stanno le cose ma adesso stai solo facendo l’ingenuo. Sei solo uno stronzo perché le hai pure dato retta!!!”.
Inevitabilmente, la serata si conclude lì, e torni a casa sbadigliando e sorpreso.
Però…una volta tornato a casa, magari togliendo le scarpe, si ripensa a quello che ti è stato appena detto e….fatti due conti, la tua donna aveva ragione!
Ripensi a tanti atteggiamenti della tua amica, che magari non avevi mai visto con occhi diversi, e ti rendi conto che quella volta in cui ti ha detto una frase strana effettivamente voleva dire…, oppure quando ti guardava con occhi voluttuosi mentre invece pensavi che avesse solamente problemi alla vissta…, oppure pensavi solo che fosse simpatica ma invece…
Ovviamente, non passa tanto tempo e la tipa diventa ineluttabilmente esplicita, finché si arriva al rendez vous e ti chiedi: “Ma adesso che faccio??? Me la faccio oppure rispetto la moralità??”
Certo che le donne sono strane: hanno una specie di radar che permette loro di accorgersi di quello che tu non noti o che magari non nota nessuno; però poi va a finire che ti scopi la loro migliore amica per mesi e non si accorgono di nulla.
Donne….
FORZA STEFANO!