
Abbondantemente ultratrentenne, di sesso maschile, eterosessuale, neofascista, occhi verdi ed una barba perennemente di tre giorni fa, l'odore acre di fumo di sigaretta perennemente appiccicato ai vestiti, una passione per Chieti e la sua squadra di calcio che nella storia non ha mai vinto niente ma che proprio per questo viene amata visceralmente dai suoi tifosi, una laurea in giurisprudenza presa lo scorso millennio, una passione per la fotografia, un pacchetto di sigarette fumate al giorno ed una pigrizia innata tutta italica e tutta meridionale...
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MI SENTO UN PO’ COLPEVOLE ANCHE IO…
Ieri pomeriggio, mentre cercavo l’ispirazione per una siesta ristoratrice, facevo zapping tra i vari canali televisivi.
Ad un tratto, in un canale Mediaset (Italia 1 o Canale 5? Boh…), mi imbatto in un giovanotto dal cranio rasato, con due vistosi orecchini ed un marcato accento della mia zona.
Mentre lo ascoltavo parlare per cercare conferme sulla sua provenienza, ecco che viene inquadrato il padre:
ROCCO!
Il cugino di primo grado di mia madre!!!!!!!!!!!!!!!
A quanto pare, questa trasmissione trash condotta da quel transessuale della De Filippi è seguitissima in Italia, tant’è che il figlio del cugino Rocco, tale Salvatore Angelucci da Francavilla al Mare (Chieti), pare sia divenuta una semi-decerebrocelebrità al pari di quell’altro tamarro di Costantino Vitagliano.
Questa è
Ho sempre tanto sbraitato contro la tv di Maurizio Costanzo & signore (metto la e finale e non la a perché nutro seri dubbi sulla sua identità sessuale), contro i reality show e le stronzate tipo “Amici”, “uomini e donne” ecc….ed il destino cosa mi riserva??????????
Un mio parente diventa l’icona attuale di questa tv.
Mi sento un po’ colpevole pure io, arrestatemi pure!!!!!!!
Forza Stefano!
AVETE ROTTO IL CAZZO!
Copio incollo il grandioso post del sempre ottimo Maxime http://www.pensierineccesso.it/2006/02/06/e-ora-di-finirla/ il quale ha praticamente detto tutto quello che penso da anni sulla situazione incresciosa sotto descritta.:
Il futuro della città di Chieti è stato già scritto da tempo, secondo un demoniaco disegno politico, economico e territoriale che vorrebbe la mia amata città messa alla pecorina a favore della vicina Pescara, altrimenti impossibilitata a soddisfare la propria megalomania. E senza voler nulla togliere alla ridente Miami dell’Adriatico, che peraltro nel 2009 darà il nome ai Giochi del Mediterraneo prendendo in prestito strutture ed impianti dall’intero Abruzzo, sinceramente Chieti (antica città d’arte e cultura, già Municipio Romano, sede di cinque musei, del Teatro Lirico d’Abruzzo e di importanti reperti archeologici tra cui le terme, i templi, un teatro ed un anfiteatro romani) non ha nulla in comune con Pescara (moderna città di mare in continua espansione, ma sempre più soffocata dal cemento, dallo smog e dalla criminalità). Però a livello locale si compie continuamente ed insistentemente un terrorismo mediatico che consiste nel parlare a sproposito di “area metropolitana” (frutto di pura fantasia perché non prevista né dall’apposita Legge 142/90, né dalle sue successive modifiche) ogni volta che ci si vuole riferire al territorio di Chieti e di Pescara. Con l’aggravante di due regole non scritte, ma purtroppo sempre applicate nel modo più prepotente, provocatorio ed intollerabile possibile:
1)qualsiasi avvenimento o evento che ha luogo a Chieti, si svolge nell’area metropolitana; ciò che invece accade a Pescara, accade a Pescara e basta;
2)se Chieti fa notare l’indifferenza e la censura mediatica ai suoi danni, lo fa sicuramente per vittimismo, campanilismo e chiusura mentale; quando Pescara reclama qualcosa, lo fa sicuramente per il bene e nell’interesse dell’intera Regione Abruzzo (di cui vorrebbe diventare capoluogo ai danni della città de L’Aquila).
Questo è ciò che i faziosi giornalai locali lasciano quotidianamente intendere ai propri lettori, approfittando di ogni occasione per ignorare volutamente Chieti e predicare una sorta di odio etnico subliminale: infatti l’eventuale istituzione di un’area metropolitana (che, ripeto, non esiste e non è prevista da nessuna legge!) sarebbe di gran lunga più vantaggiosa per Pescara. E’ utile precisare che un’area metropolitana presuppone una agglomerazione che per i vari servizi dipenda da una città centrale (detta metropoli), è caratterizzata dall’integrazione delle funzioni e dall’intensità dei rapporti che si realizzano al suo interno e necessita di un bacino d’utenza importante che ne giustifichi la costituzione: in questo caso invece abbiamo due piccoli centri disomogenei, disuniti (soprattutto culturalmente) e con un bacino d’utenza ridicolo (che a voler includere i Comuni limitrofi a Chieti e Pescara raggiunge 300.000 abitanti). Noi di Chieti lo sappiamo bene, ma alcuni politici e giornalisti pescaresi sono convinti di vivere a New York ed ogni tanto introducono discorsi più grandi di loro per spirito di emulazione (o complesso di inferiorità?) nei confronti di altre realtà: ad esempio l’anno scorso volevano costruire la metropolitana (stiamo parlando di una città di circa 110 mila abitanti che con la bicicletta la giri tutta in 15 minuti), mentre ultimamente reclamano una sezione staccata della Corte d’Appello (che ha sede a L’Aquila, in quanto organo regionale) e stanno tentando di scippare il titolo di Porto Commerciale d’Abruzzo ad Ortona (CH) dopo aver già scippato a L’Aquila diversi uffici regionali. Liberissimi di fare tutto ciò che vogliono, ci mancherebbe! Non sto “rosicando”, né è mia intenzione mettere i bastoni tra le ruote alle aspirazioni della città di Pescara, che anzi è da ammirare per tanta frenetica voglia di crescere e di dotarsi di ogni possibile struttura: purché però Pescara ce la faccia con le proprie forze ed il proprio territorio, senza accaparrarsi subdolamente pezzi di altre province che evidentemente le sono indispensabili per raggiungere più velocemente i propri scopi (ben diversi dalle vocazioni di Chieti, tirata in ballo senza il suo consenso). Gli indizi di un disegno progettato dall’alto ai danni di Chieti sono innumerevoli e documentabili con fotografie, registrazioni televisive e ritagli di giornali: ad esempio la vicina uscita dell’autostrada A14 si chiama “Pescara Ovest – Chieti” contro ogni regola geografica (meno di 200m dal confine del territorio comunale di Chieti, oltre 7km da quello di Pescara!) ed ovviamente c’è la tendenza da parte di tutti a chiamarla Pescara Ovest e basta (qui l’ultimo esempio in ordine di tempo); stessa sorte ha seguito l’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo, impropriamente chiamato da tutti Aeroporto di Pescara e parzialmente insistente sul territorio della provincia di Chieti, i cui voli si chiamano Pescara – Milano, Pescara – Londra, ecc. ed il cui sito internet ignora completamente la città di Chieti indicando ai viaggiatori solo come raggiungere l’aeroporto da Pescara e viceversa; l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti si è recentemente trasformata nell’Università di Chieti-Pescara (e qualcuno ha persino sentito l’esigenza di registrare il dominio www.unipe.it benché l’indirizzo ufficiale sia, dagli albori di internet, www.unich.it); i negozi ed i centri commerciali che aprono a San Giovanni Teatino (provincia di Chieti) non ci pensano due volte prima di accostare al proprio nome la dicitura “Pescara” o di scrivere nel proprio indirizzo “San Giovanni Teatino (PE)”; un quotidiano ha spostato la cronaca relativa ad alcuni paesi in provincia di Chieti (in particolar modo Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino) nella pagina “Pescara – Area Metropolitana”; troppo spesso certi giornalisti si abbandonano a commenti faziosi ed offensivi (una certa Lilli Mandara de “Il Messaggero” nel descrivere la visita a Chieti di un emissario tunisino del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo ha riferito che il tunisino si è dovuto inerpicare su una stradina di campagna per giungere al paesino di Chieti; non contenta, durante il periodo natalizio si è stupita che Edoardo Bennato per il concerto di fine anno avesse preferito Chieti, la compassata cugina del colle, a Pescara, la città della movida!); ancora più spesso certi politici utilizzano impropriamente il concetto di città metropolitana parlando di Pescara (il 4 febbraio 2006 l’assessore Massimo Luciani di Pescara, nel presentare un’iniziativa del Comune, ha dichiarato che “Pescara è una città metropolitana che ha intorno a sé 300 mila abitanti”, dimenticando che nessuna città metropolitana è stata ancora istituita sul territorio italiano, che in ogni caso Pescara non è prevista tra le città metropolitane stabilite dalla legge e che infine in quei 300 mila abitanti di cui parla sono ricompresi anche i 60 mila ignari di Chieti). Episodi apparentemente innocui come quelli appena descritti sarebbero tranquillamente tollerabili, se non fossero premeditati ed utilizzati in malafede come spunto per affrontare temi ben più seri. Una situazione pesante che in qualsiasi altro capoluogo di provincia avrebbe scatenato una guerra civile, qui a Chieti viene vissuta passivamente, quasi ignorata, perché “tanto è così, che ci vuoi fare!”. Va detto che l’assordante silenzio degli stessi abitanti di Chieti è stato sicuramente favorito ed amplificato dall’incapacità delle ultime amministrazioni comunali e provinciali (di ogni colore politico) di valorizzare e promuovere il proprio territorio tutelandolo da certi scempi studiati a tavolino. Anzi, molte volte queste amministrazioni si sono date la zappa sui piedi con le loro stesse mani: ultimo esempio in ordine di tempo è il convegno sul Sistema Museale dell’Area Chieti-Pescara organizzato, attenzione, dalla Provincia di Chieti e che si è rivelato una vera e propria beffa in quanto il 99% delle strutture interessate dal progetto appartengono alla città ed alla provincia di Chieti! C’è stato addirittura chi, giustificandosi nei confronti di coloro che protestavano per l’accostamento del tutto fuori luogo del nome “Pescara” al titolo del convegno, ha detto: “tranquilli, cercheremo di mantenere la sede del nuovo ente a Chieti”! SVEGLIAMOCI!!!
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