
Abbondantemente ultratrentenne, di sesso maschile, eterosessuale, neofascista, occhi verdi ed una barba perennemente di tre giorni fa, l'odore acre di fumo di sigaretta perennemente appiccicato ai vestiti, una passione per Chieti e la sua squadra di calcio che nella storia non ha mai vinto niente ma che proprio per questo viene amata visceralmente dai suoi tifosi, una laurea in giurisprudenza presa lo scorso millennio, una passione per la fotografia, un pacchetto di sigarette fumate al giorno ed una pigrizia innata tutta italica e tutta meridionale...
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AVANTI IL PROSSIMO!!!!
Appena scoperto chi merita di fare compagnia alla matura ed educatissima Deliria tra i link mandati a fare in culo da questo blog.
Uno che fino a 3 minuti fa era linkato anche qui, si è dedicato ad uno sproloquio infarcito di luoghi comuni (negativi) su Chieti ed i suoi abitanti.
Per me è stato inevitabile fanculizzarlo...
Romanzandoli un po', come la gente li voleva sentire, come la stampa lo aveva descritto. "Bestie" per i tifosi, "il quinto Beatle" per il resto del mondo che guardava alla rivoluzione inglese degli anni Sessanta come a un faro; semplicemente "the Best", il migliore, per chi di calcio se ne intende davvero. Come Sir Alex Ferguson, tecnico leggendario ancora sulla panchina del Manchester dopo aver applaudito le magie del suo pupillo in giro per l'Europa.
Se ne è andato ieri "Bestie", al "Cromwell Hospital" di Londra, uno degli innumerevoli ospedali del Regno visitati da quando, ancora calciatore, alla passione per il pallone aveva abbinato quella per i superalcolici di ogni genere e gradazione.
La storia del "migliore" sembra un film. Primo tempo: il ragazzino che arriva dal nulla (era nato a Belfast il 22 maggio del '46 in una famiglia poverissima) fa immediatamente impazzire l'ingessato mondo del calcio inglese. Il successo, i gol entrano nella leggenda, come il personaggio, ostinatamente sopra le righe. Secondo tempo: la fama, i soldi, le macchine, le donne, la vita alla grande e, soprattutto, l'alcol. Tanto alcol. Un genio in campo, un dannato fuori. Epilogo: la vita privata si sfascia, arrivano le risse, la galera, le incomprensioni con il nuovo allenatore, l'ultima partita alla grande (sei gol), la caduta.
George Best si è bevuto più difensori che birre (ed è tutto dire), ha convissuto (a fatica) col suo mito, è andato in giro a tenere conferenze, ha regalato agli altri il suo cliché di grandezza, accompagnata da una disgrazia altrettanto grande.
Forse anche per questo, l'ultimo, estremo, gesto di libertà, l'ultimo dribbling secco è arrivato da quella pubblica ostentazione di ciò che restava del suo corpo. Costretto in un letto d'ospedale, incatenato da mille tubicini che gli bucherellavano un corpo ormai ridotto all'osso, l'ex idolo di Manchester e dell'Isola tutta, ha voluto lanciare il suo ultimo messaggio. «Non morite come me» titolava il "News of the World" domenica scorsa, accompagnando l'invito con la raggelante fotografia. Gli occhi scavati, la pelle giallastra, il petto e le spalle martoriate da ematomi di decine di flebo, endovene, cateteri. «Una pubblicità contro gli eccessi dell'alcool» ha spiegato George, "il migliore" con l'aiuto di uno specialista della rieducazione del linguaggio, visto che nessuno, tra parenti, amici e personale medico, riusciva a capire cosa stesse dicendo. Alla faccia di quelli che si nascondono. Di quelli che, nel momento della difficoltà, della malattia, della morte affidano il ricordo di sè all'immagine della salute e del successo.
«Gli eroi son giovani e belli» cantava qualcuno; da domenica scorsa gli eroi ti guardano anche dalle prime pagine di un tabloid con gli occhi stanchi di un uomo che dopo aver speso un sacco di soldi in belle donne, auto veloci e gran bevute ha avuto l'intelligenza di non pentirsene.
Alla salute, sir Gorge.
ANZI, UNA COSA DA DIRE CE L'HO....
W LA FIGA!
BLOG SOSPESO PER CARENZA DI COSE DA DIRE
Come spesso mi capita nella vita, desidero un giocattolo, ci gioco per qualche ora e poi lo butto nell’oblìo.
Così sta succedendo per questo blog.
Forse ho già detto tutto, ed allora per ora le trasmissioni non riprenderanno, oppure ho ancora detto poco, e quindi si tratta solo di un momentaneo periodo di stanchezza.
Fattostà che non ho nulla da dire e soprattutto non ho voglia di scrivere, a parte il fatto che ho le palle stracariche di stress.
Sto diventando ormai come un vecchio rincoglionito: non sopporto più nulla e sono ipercritico con tutto e tutti.
Fino a qualche tempo fa ero io il vero pacifista italiano, altro che quelle iene vestite da pacifisti che sono i…pacifisti.
Sopportavo tutto e in nome del quieto vivere non mi incazzavo mai.
Invece qualche giorno fa si è verificato un episodio che collocato all’interno di questo periodo dove urlo contro qualcuno almeno una volta al giorno, mi ha fatto molto riflettere.
Ero in tribunale, per le scale, e parlavo al telefono con un cliente.
A pochi metri da me si stava celebrando un processo.
Dopo 2 o 3 minuti di soliloquio da parte di costui, dentro di me ha iniziato a smuoversi un qualcosa di irrefrenabile: la rabbia per essere stato intrattenuto e molestato al telefono quando invece avrei preferito starmene per i cazzi miei.
Il mio è stato un crescendo rossiniano: ho iniziato mano a mano ad alzare la voce, fino a giungere alla conclusione della telefonata celebrata con un “Ma porco DD.., la devi smettere di rompermi i coglioniiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!” urlato a squarciagola in quell’angusto budello.
Tutti i passanti si sono voltati verso di me che in quel momento ho tirato pure uno schiaffo ad una bacheca, mentre dopo pochi secondi sono giunti i carabinieri di servizio all’udienza per richiamarmi all’ordine visto che si è sentito tutto anche in aula.
Momento di riflessione: da uomo religioso praticante quale sono, arrivare a bestemmiare (fatto mai successo sinora), perdipiù platealmente, per me significa che sono sinceramente stanco; questo
Sto per esplodere, e quindi se qualcuno di voi sarà aggredito da me, sappia che non lo faccio apposta.
Non sono più io, ho solo bisogno di riposo e di essere lasciato in pace, di avere orari “da cristiano” e di iniziare a vivere come un essere umano e non più come un animale.
Non ho neanche voglia di rileggere e correggere queste righe prima di pubblicarle.
Non me ne frega un cazzo se, quindi, in presenza di errori taluno potrà pensare che io sia un ignorante, perché tanto so di non esserlo.
Arrivederci (a prestissimo…o a tardissimo…chi lo sa) agli affezionati di questo blog, ed un sincero vaffanculo a chi in passato si è permesso di criticarlo.
Se non vi piace, andate a rompere i coglioni da qualche altra parte: nessuno vi ha invitato!!!
P.S.: Siccome sto con le palle girate, da questo momento verranno cancellati i link di persone che non contraccambiano il linkaggio del blog e di persone farlocche ed infantili.
Già siamo a meno uno...indovinate chi è ed a quale delle due categorie appartiene.
FORZA STEFANO!
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