ZOZZONI 2
Teramo, Maggio 1995.
Io all’epoca ero uno studente che si avvicinava a passo spedito verso la laurea.
Vivevo nella Casa dello Studente, che poi casa non era in quanto, in realtà, era un albergaccio di infima categoria posto in cima ad un cucuzzolo.
Lì ho trascorso forse gli anni più belli della mia vita: vuoi per l’età giovane, vuoi per la spensieratezza, vuoi soprattutto per il fatto che mentre al 1° piano c’eravamo noi maschietti, dal 2° piano al 3° c’erano tutte femminucce.
Benché Teramo sia una città davvero di merda, in quella specie di stamberga mi sono divertito da matti: noi che vivevamo lì, infatti, non avevamo neanche la necessità di uscire, perché ogni notte era festa.
Si, lo ammetto, il divertimento alla fine era che si scopava tanto, ma il nocciolo di questo post è altro.
Una sera, tornati al “Michelangelo” (così si chiamava quel posto) praticamente sbronzi così come si conviene ad una combriccola di studenti, io ed il mio amico Pino, insieme a due ragazze, siamo andati nella stanza di costui a giocare nientedimeno al gioco della bottiglia.
Ovviamente, era tutta una scusa per fare quattro maialate con le due ragazze.
Una, quella capitata a Pino, era in fondo una brava ragazza di quelle però semiobese; l’altra, invece, quella smaialata da me, era una bellissima ragazza italobelga di soli 19 anni.
Mora con i capelli ondulati, occhi marroni, fisico abbondante “alla Valeria Marini” e due tette enormi, l’avevo notata sin da quando aveva messo piede in quella topaia.
Enrico “Flex”, dall’alto del suo dinoccolato metro e novanta, ogni volta che la vedeva passare diceva tra l’apparecchio ortodontico che lo faceva sputacchiare: “Ccialamadoska se a cussè l’acchiapp me le frec pe quatt jurn di seguito!”, che tradotto per i non teatini sta a significare “Perbacco, putacaso dovessi riuscire a congiungermi carnalmente con codesta fanciulla, copulerei con essa per quattro giorni di seguito!”.
Tornando a Bomba (per dirla con lo Spaventa) il gioco della bottiglia è durato ben poco, e le due ragazze non hanno fatto nessuna resistenza alle nostre avances.
Dopo i primi fuochi, io e la belgona siamo andati nella sua stanza.
Eccitati come due opossum, rimaniamo senza neanche le classiche foglie di fico addosso, solo che, poco prima dell’”ingresso trionfale”, vengo assalito da un tanfo formaggesco insopportabile.
Erano i suoi piedi reduci da una giornata trascorsa dentro delle scarpe simil-datennis!!!!!!!!!!!!!!!!
Praticamente, era come accingersi a scopare dentro il caseificio della Galbani.
Ecco però che il mio classico colpo di genio mi viene in soccorso.
Avevo notato che su un mobiletto a poca distanza da noi, la tipa aveva un barattolo di miele che usava per fare colazione.
Lì, colto dalla disperazione, con tono ammiccante ho preso la palla al balzo (ed anche il barattolo di miele): “Ehiehiehi, un attimo! Perché non ci divertiamo un po’?”; “Ahahaha…oddio…che matto che sei!”; “Si, oltre ad essere matto mi piacciono ste cose, sono un po’ depravato!”.
In men che meno, le ho versato almeno un quarto del barattolo di miele sul ventre e su quelle tettone straripanti, ben sapendo che il miele è appiccicoso e nonostante le abbondanti leccate per rimuoverlo (non solo per rimuoverlo…) la situazione sarebbe divenuta insostenibile.
“Oh…pevò così non possiamo fave niente…siamo tutti appiccicosi e adesso zozziamo puve il letto. Meglio andavsi a fave una doccia, insieme!”.
Era quello che volevo, della porcata con il miele non me fregava nulla, volevo solo evitare di scopare una tipa con un tanfo dei piedi “assordante”!!!!!!!!!!
Forza Stefano!
SALVATECI DAL TRICHECO!
Ormai è ufficiale, il cretinismo –una volta appannaggio e caratteristica della sinistra- si è diffuso a macchia d’olio nelle menti degli italiani.
Poco fa ho letto attentamente “Guida TV”, economico settimanale ove sono riportati tutti i programmi della TV.
Bene (anzi, male, malissimo), il 90% del palinsesto è occupato da idiozie terrificanti.
Gli effetti devastanti della mentalità televisiva di quel tricheco di Maurizio Costanzo e di quel transessuale di sua moglie Maria De Filippi hanno praticamente fatto scempio di un mezzo di informazione che nel bene e nel male ha avuto il merito di alfabetizzare i nostri connazionali.
Lo standard del programma ideato e/o prodotto dai malefici coniugi è sempre lo stesso: si prende uno studio televisivo, lo si riempie di un pubblico composto da umanità variopinta e clownesca che finge di partecipare -anche con moti propri di emozione- alla trasmissione, si aggiunge qualche cameraman ed al centro dei riflettori si pongono due persone che dovrebbero essere legati da affetto o consanguineità.
Questi ultimi, poi, dovranno far finta di dibattere di questioncelle private oppure di essere posti dinanzi a qualche scelta di vita o dubbio amletico e…il gioco è fatto: milioni di decerebrati incollati davanti alla tv per sentire questo mare di cazzate incellophanate.
Ogni tanto, uno di codesti animali da circo diventa pure famoso senza aver fatto un cazzo di niente per l’umanità, tipo i vari Costantino e grezzoni simili.
A proposito di questo Costantino, un mio cliente gioielliere mi ha raccontato che circa un anno orsono è stato improvvisamente assalito da richieste di una certa “Croce di Costantino”.
Il poveretto (si fa per dire, visto il suo lavoro…) ha dapprima ingenuamente pensato che le pretese inerissero la famosa croce di Costantino il Grande, posta sulla sua spada a corredo della famosa scritta “In hoc signo vinces”.
Invece no, la verità stava in un posto molto meno nobile ed acculturato, laddove la croce in questione non era quella del Costantino dell’antica Roma, bensì quella che il Costantino moderno e televisivo portava sul petto palestrato nel bel mezzo della sua camicia rusticamente aperta fino all’ombelico!!!!!
Ora mi domando e dico: ma come si può permettere a due loschi figuri come il tricheco e la sua consorte trans di veicolare questi valori negativi alla società?
Come si può permettere che questi due, in virtù del potere smisurato che è in mano a Costanzo, debbano scegliere chi far diventare famoso e chi no, tipo lo psicologo (non ricordo il nome ma è quello che dirige la rivista Riza Psicosomatica) che sta sempre in mezzo alle palle?
Come si può permettere infine che questi due “signori”, portatori e diffusori del più basso relativismo morale, facciano pure i finti buonisti????????
Va bene che la tv ormai è uno schifo, però mi perdonerete se io, quando in tv mi imbatto in uno di loro, preferisco cambiare canale e vedermi le pubblicità trash degli 899, tipo Chiama e godi! Oppure Porche in linea o, ancor meglio, vedermi e farmi due sane risate con i maghi delle tv private, tipo il Mago Joseph che come dice lui aiuta e risolve e le varie massaie riconvertite alla cartomanzia.
Saranno dei cialtroni pure loro, non lo metto in dubbio, ma almeno un po’ di ilarità riescono a darmela!
Forza Stefano!
SONO EGOCENTRICO (E FORSE LO SI ERA PURE CAPITO DA UN PEZZO...)
Sono egocentrico, lo ammetto.
Peraltro, se non lo fossi non mi sarei dilettato a scrivere questo blog.
Quindi, per dare sfogo al mio egocentrismo, mi permetto di rubare questo test a Deliria e di postarlo in questo spazio.
Nella mia vita, per campare, generalmente sono io quello che fa domande, anche incalzanti; questa volta passo dall'altra parte e rispondo volentieri ai seguenti quesiti:
-Altezza: poca, però sempre 6 cm. più "alto" di Tom Cruise...
-Colore dei capelli: biondastro
-Colore della pelle: molto chiaro
-Colore degli occhi: verdi
-Piercing: ma dai....
-Tatuaggi: si come no? La sagra del rustico...magari mi faccio un tatuaggio con testa di leone su una spalla!!! Ahahahah!
ADESSO
-Di che colore sono i pantaloni che indossi?: "Jackerson" color amarena
-Che canzone stai ascoltando?: "Due Destini" dei Tiromancino
-Che gusto hai in bocca?: Dentifricio
-Come è il tempo?: nebbioso, anche se è Giugno inoltrato. Certo che da quando stanno sparando sti razzi sulla Luna non ci si capisce più un cazzo!
-Come stai?: teso per motivi serissimi che riguardano una persona a me molto cara
HAI
-Delle brutte abitudini: il fumo
-Voglia di passare la tua vita con i tuoi genitori: nella vita bisogna pur uscire dal nido...
-Mai finto di stare male per non andare a scuola: no, facevo filone e mi nascondevo nella biblioteca o alla Villa Comunale
PREFERITI
-Programmi televisivi: Documentari storici, Superquark et similia
-Rivista: "Focus" per diletto e "Danno e Responsabilità Civile" per lavoro
-Bevanda: analcolica perchè bevo pochissimo gli alcolici e non me ne vergogno!
-Passatempo: Lettura
-Cantante: Max Gazzè
HAI/SEI MAI
-Infranto la legge: si, da ragazzino
-Scappato di casa: e perchè avrei dovuto farlo?
-Sgattaiolato fuori casa: come sopra
-Fatto degli scherzi telefonici: uuuuuuuuhhhhhhh, hai voglia!
-Bigiato la scuola: innanzitutto dalle mie parti si dice "filone"...e poi certo che l'ho fatto!
-Addormentato nella vasca da bagno: no, però ci ho fatto altro, anche se lo sconsiglio perchè stare in due in una vasca è impresa epica
-Stato nella squadra della scuola: no
-Fatto piangere un tuo amico sulla spalla: no, proprio sulla spalla no. Virilmente a distanza di sicurezza da me si
GENERALE
-Hai un lavoro?: si
-Cosa c'è nel tuo lettore cd adesso?: Tiromancino
-Se fossi stato una matita colorata, di che colore saresti?: verde
-Cosa ti rende felice?: la serenità, perchè ne ho poca
-Chi ti rende felice?: due/tre persone al massimo
-Quale sarà il prossimo cd che comprerai?: nessuno
ULTIMA VOLTA CHE
-Hai pianto: poche ore fa, in ospedale, mi sono accorto di avere gli occhi lucidi
-Hai ricevuto una lettera: ne ricevo una decina al giorno. Ma sempre per lavoro e mai d'amore :-)
-Hai ricevuto una mail: oggi
-Hai visto un programma in tv: ieri notte
-Sei andato al cinema: Qualche anno fa, a vedere "Il Macellaio" con Alba Parietti alla sua prima e grazie a Dio unica apparizione da attrice. Denaro buttato al vento per un film di rara bruttezza dove peraltro ho visto un grande attore come Miki Manojlovic sacrificato in quello scempio.
Il test finisce qui, ma non posso fare a meno di ricordare a me stesso i quesiti ai quali dovetti rispondere alla visita militare, nel lontano 1989.
Su quelle domande i Bluvertigo ci hanno fatto addirittura una canzone, tanto erano assurdi.
A mero titolo esemplificativo, ne riporto di seguito una manciata:
- ti piacciono le riviste di meccanica?
-hai paura della morte
-odi tuo padre?
-ti piacciono i fiori?
-se tu fossi un pittore, dipingeresti i fiori?
Ahhhhrghhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!
Forza Stefano!
SONO UN MASCHILISTA…E ALLORA?
Qualche giorno fa, chattando con una assidua lettrice di questo blog (che saluto con affetto), mi sono sentito chiedere (o meglio, mi sono visto chiedere) se sono davvero così squallidamente maschilista come a quanto pare sembro, oppure se il mio è solo un atteggiamento.
Dopo qualche giorno, da ieri per la precisione, quella sua frase ha iniziato a risuonarmi in testa.
Quindi sono o non sono maschilista???
Premetto che per me essere maschilisti non è assolutamente un insulto; d’altronde non capisco come mai in questa società si possa essere legittimamente femministe ma non altrettanto è possibile essere maschilisti, come se la cosa fosse un marchio di infamia.
Ma andiamo per ordine.
Adoro le donne ed anzi tra i miei amici godo fama indiscussa (ed aggiungerei immeritata, vista la mia scarsa avvenenza) di rubacuori.
Sono convinto che gli uomini debbano fare “i maschi” e le donne debbano fare “le femmine” e per me essere “maschi” non significa necessariamente dover puzzare, ruttare, bestemmiare, picchiare la propria donna ecc. ecc., così come ritengo che essere “femmine” non debba giocoforza comportare l’obbligo di stare a casa a lavorare a maglia.
Mi piacciono però le donne che siano dolci ed aggraziate; mi piacciono le donne che non parlano come scaricatori di porto; mi piacciono le donne che sono più raffinate di me (e non ci vuole molto); mi piacciono le donne che parlano a voce bassa; mi piacciono le donne che profumano “di pulito”; mi piacciono le donne che non parlano in dialetto e mi piacciono le donne che ci sanno fare con i bambini.
Peraltro, se la natura ha creato le donne diverse –anche fisicamente- dagli uomini, un motivo dovrà pur esserci, non vi pare?
Diversamente, non avrebbe spiegazione l’innegabile verità storica che ad esempio io, maschio, sono nato sprovvisto di seni e di un bacino largo.
Viceversa, il fatto che le donne siano nate con i seni e con il bacino largo non vi fa sospettare qualcosa?
Non sarà forse che le donne sono per loro intrinseca natura preposte a procreare e ad allevare la prole?
Codeste attività devono essere per forza ritenute come svilenti del ruolo della donna?
Ma il ruolo della donna è quello di compiere attività maschili come ad es. il carrozziere oppure quello al quale sono state geneticamente predisposte?
Spesso molte mie conoscenti di sesso femminile si lamentano di come gli uomini di oggi siano "poco maschi"; orbene, iniziate voi donne a fare le femmine…e che diamine!
Non mi importa se con questo post mi alienerò le simpatie di qualcuno/a. Sono abituato a dire e scrivere quello che penso; soprattutto se avere queste idee e questi gusti -che non ritengo affatto primordiali- significa essere maschilisti…ebbene, lo ammetto…
SONO MASCHILISTA, EMBE’??????????
W LE “FEMMINE”!!!
Forza Stefano!
TEMPI MODERNI –IL RITORNO-
“Col dito, col dito, orgasmo garantito!” urlavano le femministe nei loro cortei anni ’70, le stesse che asserivano che durante l’amplesso non era il pene a penetrare la vagina, ma era quest’ultima ad effettuare “un avvolgimento” del pene.
Tutto comunque era finalizzato a dimostrare la sostanziale inutilità dell’uomo nel rapporto sessuale.
Qui a Chieti si dice “Daje e daje…la cipoll divent aje”, che tradotto per i non abruzzesi significa “Dai e dai…la cipolla diventa aglio”, ed infatti sembrerebbe che a distanza di un trentennio talune pratiche che prima venivano svolte in tutta segretezza, oggi vengano realizzate all’aperto in tutta tranquillità.
Non è che abbia scoperto oggi l’esistenza delle lesbiche, per carità; confesso anche che il mio sogno erotico di sempre è quello di entrare per sbaglio in una camera da letto dove due lesbiche stanno facendo sesso e di essere invitato da loro ad intervenire al loro congresso carnale.
Tuttavia, questa mattina, verso ora di pranzo, mentre me ne tornavo allegramente in moto in direzione-casa nella consapevolezza che di lì a poco mi sarei scofanato un piatto di ravioli, fermo ad uno stop un’immagine ha richiamato la mia attenzione: due ragazzine, al massimo 18enni, si stavano baciando in bocca –peraltro con grande trasporto- all’inizio di una scalinata un po’ imboscata tra alcuni alberi.
All’inizio ho pensato che si trattasse di una ragazza e magari di un ragazzo con i capelli lunghi, invece mi è bastato abbassare lo sguardo per fugare ogni dubbio: una aveva una minigonna e l’altra una gonna lunga di quelle larghe di cotone bianco.
Siccome non credo che a Chieti ci sia qualche uomo che si vesta con la gonna, così come non credo che si trattasse di un turista scozzese (non era un kilt), non vi è dubbio che si tratti di amore saffico.
Ora, a parte il fatto che sono un po’ arrabbiato per non essere stato invitato alla “festa”, mi domando e dico:
MA NOI UOMINI SIAMO DAVVERO DIVENTATI SESSUALMENTE INUTILI???????
Forza Stefano!
RAGAZZI DI OGGI
Stamattina, andando in giro nel centro di Chieti, ho notato che non vi è una sola ragazzina adolescente che non abbia i jeans calati sino all’inizio del culo.
Ovviamente il mio target di età femminile inizia dai 21-22 in su e quindi non c’era voluttà nei miei sguardi.
Anzi, riflettendoci osservavo nella stessa maniera in cui si osserva un qualcosa di insolito, tipo un ufo che atterra nel giardino del vicino di casa.
Innanzitutto, parrebbe che la cinta sia ormai divenuta desueta, visto che non la porta più nessuno tra questi ragazzi, ma la cosa più sorprendente è che la loro moda è praticamente opposta alla nostra dell’epoca.
Ricordate che noi, nella seconda metà degli anni 80 portavamo i jeans corti fino all’aggancio tra la tibia e la caviglia (alla “Zumpafuss” come si dice qui, cioè alla “Saltafossi”) tanto da rendere inevitabile la battuta della classica zia che ci apostrofava con un “Ehhhhh, che te s’ha allagat la cas”?????
Questi invece li portano fino a pulire per terra.
Ricordate che noi avevamo i capelli piuttosto lunghetti?
Questi li portano rasati a zero.
Ricordate che noi pensavamo, in ordine decrescente di importanza, solamente alla figa (che miraggio che era…) ed al pallone?
Questi sembrano disinteressati a tutti e due.
Secondo me, se dovessero trovarsi una donna nuda –accondiscendente- dentro al letto, neanche la scoperebbero, impegnati come sono a passare il loro tempo davanti alla playstation.
E qui, mi permetto di aprire un nuovo capitolo.
Tra qualche anno l’Italia non avrà più una nazionale, visto e considerato che nessun ragazzino gioca più a calcio per strada o nei cortili condominiali.
Noi giocavamo dalle 14 alle 20; le partite finivano 65 a 54 dopo almeno tre risse scoppiate sempre per i motivi che seguono:
“Era fuori”; “No era dentro”; “Ma che cazzo stai dicendo, che ti sei cecato???!”; “Oh ma che cazzo vuoi…ti sei cecato tu?”; “Vaffanculo”; “Vaffanculo a mammete!”.
Ci si poteva insultare a piacimento senza suscitare alcun risentimento, ma nel momento in cui si toccava la madre…la rissa era assicurata.
“Vuaglio’ non ti permettere di toccare mia madre”; “Compà io ti sfondo il culo”; “Dajè, vieni qua che ti abbotto gli occhi”
SPUM…BAM….SGUISC…..CLAP…..BONG….WRANG (rumori da rissa, n.d.a.) per almeno 5 minuti.
Poi, come per magia, ecco l’arcobaleno della pace che si affacciava all’orizzonte.
In realtà l’arcobaleno della pace era generalmente quello più grosso di tutti che tirava due calci in culo ai contendenti e ristabiliva gli equilibri, oppure, in subordine, era rappresentato da lesioni personali piuttosto gravi riportate da qualcuno.
In entrambi i modi, comunque, lo spavento era sufficiente a calmare gli animi e far riprendere la partita, che ogni santa sera veniva interrotta dalla madre di qualcuno che affacciandosi alla finestra con il taglio della mano serrato tra i denti, minacciava il figlio con un “Venanziooooooo (nome a caso) arivì a la cas ca mo c’arevè padret t’ariddirrizz lu fil de la schin!”.
Traduco per i non abruzzesi: “Venanziooooooo, ti prego di far ritorno nella nostra dimora al fine di non innervosire il tuo genitore che potrebbe addirittura alterarsi ad un punto tale da poterti rettificare la spina dorsale”.
Che bei tempi…non ci si poteva neanche sedere sul pallone “Perché sennò si ovalisce!!!”
Forza Stefano!
POETI
Ieri sera, sfogliando un noto settimanale ove era recensito il sex tour tanto in voga nei paesi dell’estremo oriente, mi è tornato in mente un aneddoto di cui quivi mi accingo a mentovare (perdonatemi, ma adoro scrivere in maniera arcaica) .
Una sera d’estate di qualche anno fa, il sottoscritto, accompagnato dai soliti amici, si è recato in quel della Fiera di Silvi Marina per assistere allo spettacolo “Erotica Tour”.
Il clima era ovviamente di grande goliardia e sin dal viaggio di andata –circa 15 minuti- il nostro eloquio, quella sera più colorito di altre, era tutto incentrato sulle parti anatomiche femminili.
Entrati nell’area fiera, il primo impatto è stato quello di avere l’impressione di trovarmi all’interno di un capannone industriale…comunque non si dispera ed andiamo avanti.
Lottatrici ignude nel fango, sadomasochiste che frustavano gli ignari passanti (tra i quali il nostro amico “Ray”, sul quale io stesso ho richiamato l’attenzione della perversa) ed ostentazione alquanto pacchiana della fisicità.
La prima risata, anzi, la seconda rispetto alle frustate prese dal povero Ray, la facciamo al cospetto di una tettona affacciata ad una sorta di davanzale.
La tipa era preposta a strizzare la faccia dei volontari tra le sue immani bocce.
Orbene, al nostro arrivo di fronte a lei, la invitiamo ad occuparci del viso di uno dei nostri, possessore di un naso alquanto pronunciato; la risposta è stata “si si…che il vostro amico mi fa venire con il naso!!!!”.
Si va avanti tra spettacoli osceni, battutacce da caserma “Ah mutanda piena de culoooooooooo!” ed aggressioni alle pornostar che incautamente transitavano tra gli stands.
Anch’io lì ho fatto una mia vittima, peraltro illustre.
Ricordate Jessica Massaro?
Jessica Massaro era quella pornostar che per farsi pubblicità sparò sui giornali di essersi trombato Pietro Pacciani.
In tutti i modi, nel mentre la tipa (circondata da almeno 3 nerboruti bodyguards) si aggirava nei paraggi, io mi infilo in modo serpentesco tra la folla, eludo la vigilanza dei gorilla e…..zaccccccccccc!!!!!!!
Le ho stretto una natica del suo burroso culone tra le mie mani…ma l’ho fatto con talmente tanta forza che ho sentito una delle mie dita infilarsi proprio al centro e violarla proprio lì dove…l’hanno già violata in migliaia!
Lei ha emesso un urlo di dolore, sia per la stretta a morsa sia per l’otturazione del suo orifizio e i suoi gorilla, non so perché, al posto di malmenare il sottoscritto (eh, col cazzo! Mi sono dileguato più veloce della luce insieme ai miei amici che ridevano di panza!) hanno malmenato un poveretto che era solamente intento a visionare videocassette porno.
Risate a parte, il senso di squallore e di “mercato delle vacche” iniziava ad essere davvero pesante, ma la serata doveva ancora riservarci il dulcis in fundo della poesia (da qui il titolo del post).
Attardandoci tra gli stands, ecco apparire un tendone a forma di figa.
L’oggetto in questione era coperto da folta peluria e tra le grandi e piccole labbra, al di sotto del clitoride, vi era l’ingresso della tenda.
Ovviamente…entrammo e lì…soprpresa delle sorprese, non vi era nulla di particolarmente grossolano e volgare, ma solamente una stupenda donna -verosimilmente dell’Est Europa- che si faceva la doccia.
Bionda, viso pulito, fisico scultoreo e due occhioni di un blu accecante, aveva l’aria triste di chi si trovava lì per il bisogno di campare.
Si faceva la fila per avvicinarsi a lei, così come si fa la fila allo zoo per vedere chessò…il gorilla reale (ammesso che esista) e il commento più gentile era “Se mi capiti ti sposto le ovaie!”.
Sinceramente infastidito da cotanta volgarità, arrivai al suo cospetto.
La tipa mi guardò dritto negli occhi e mi fece lo stesso effetto che può fare un animale che chiede di essere tirato fuori dalla gabbia.
L’unica cosa che mi venne in mente di dirle, mentre tutti gli altri davano il loro meglio quanto ad irripetibili volgarità è “Oh santo cielo…hai due occhi veramente meravigliosi!”.
Lei cambiò immediatamente espressione e nonostante il suo sguardo sia rimasto ugualmente molto triste mi disse con accento straniero: “Oddio grazie…veramente!”, come a voler sottolineare che ero stato l’unico a dirle qualcosa di gentile in mezzo a quegli animali.
Solo che il momento poetico venne immediatamente interrotto dagli altri astanti, i quali sfiorando l’aggressione fisica nei miei riguardi, urlarono in coro “Ma vaffanculo và! Perché al culo ed alla fregna (parole testuali) che cazzo gli vuoi dire???????? A te e sto frocio che non sei altro!”.
Che poeti!!!!!!
Forza Stefano!!!!!!!