tutto intorno a me

pensieri, riflessioni e bilanci di vita di un ultratrentenne italiano

Eccomi

Blogger: Marsettantuno
Abbondantemente ultratrentenne, di sesso maschile, eterosessuale, neofascista, occhi verdi ed una barba perennemente di tre giorni fa, l'odore acre di fumo di sigaretta perennemente appiccicato ai vestiti, una passione per Chieti e la sua squadra di calcio che nella storia non ha mai vinto niente ma che proprio per questo viene amata visceralmente dai suoi tifosi, una laurea in giurisprudenza presa lo scorso millennio, una passione per la fotografia, un pacchetto di sigarette fumate al giorno ed una pigrizia innata tutta italica e tutta meridionale...

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giovedì, 31 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 08:19 | link | commenti (3) |

mercoledì, 30 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 02:14 | link | commenti (2) |

martedì, 29 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 08:46 | link | commenti (3) |

lunedì, 28 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 01:38 | link | commenti (4) |

domenica, 27 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 10:12 | link | commenti (3) |

sabato, 26 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 01:52 | link | commenti (3) |

venerdì, 25 marzo 2005

FORZA STEFANO!

Non è facile per me scrivere queste righe.

Un giorno forse, se le cose andranno per il meglio, racconterò la storia che si sta svolgendo in questi giorni.

Per ora, con il cuore gonfio di dolore, mi limito solo a dire che c'è un bimbo dolcissimo di poco più di due anni che sta giocando la partita più importante della sua vita.

Chi è religioso, preghi per lui.

Chi non lo è, faccia un pensiero laico per lui, sperando che questo possa aiutare il destino ad essere più benevolo.

Io che sono sia religioso che laico, pregherò religiosamente per lui e, laicamente, aggiornerò possibilmente ogni giorno questo blog con un semplice FORZA STEFANO!

Forse non servirà a nulla, o forse come spero servirà a qualcosa...non lo so.

So solo che certi drammi -soprattutto se ad esserne colpiti sono creature innocenti che dormono ancora con un cagnolino di peluche stretto tra le braccia- sono assolutamente ingiusti e crudeli.

Da oggi quindi, e fino a quando non lo so, la pubblicazione di post "normali" viene sospesa per far posto al piccolo Stefano.

Grazie in anticipo a tutti coloro che, pregando o semplicemente facendogli un "in bocca al lupo" oppure un semplice "Forza Stefano", tiferanno per lui.

Spero solo che alla fine, passata la paura, potremo fare tutti una grande festa in suo onore.

FORZA STEFANO!

Postato da: Marsettantuno a 01:43 | link | commenti (7) |

venerdì, 18 marzo 2005

SARO’ UN MANIACO?

Se consideriamo il termine “maniaco” nella sua accezione larga, io sono un maniaco.

Sia beninteso, sono sì un maniaco, ma non ho fili di bava che mi pendono dalla bocca quando per strada avvisto le natiche o il seno di una bella fanciulla.

Sono maniaco nel senso che ho le mie manie, che vorrei tanto scrollarmi di dosso ma, in quanto tali, l’operazione non mi riesce.

Ad esempio, quando la sera rientro a casa, compio da sempre il gesto automatico di mettere le chiavi nella tasca destra della giacca che poi infilo nell’armadio porta-abiti.

Ebbene, non c’è sera in cui, passati circa 5 minuti dal rientro, non debba andare a frugare nella tasca per controllare se la chiave l’ho effettivamente rimessa lì oppure l’ho dimenticata nella serratura!

Altra mia fissa è quella di andare a controllare se ho chiuso la manopola del gas prima di andare a dormire.

Succede quasi tutte le notti che dopo essermi infilato tra le coltri, mi tormenta il pensiero di dovermi alzare per andare a controllare.

Posso mettermici anche di impegno per esempio dando la controllata prima di andare a dormire ma dopo un po’…ecco che scatta il tarlo: “Ma dai…vai a dare una controllata più approfondita…metti che prima non lo hai fatto bene….”; inutile dire che alla fine l’ultima controllata gliela vado a dare!

Oppure, come vogliamo giudicare il fatto che prima di salire sul letto devo mettere le pantofole perfettamente parallele tra di loro e perfettamente perpendicolari al letto?

E l’altra mania di dover alzarsi di nuovo una mezz’ora circa dopo essere entrati tra le coperte per svuotare di nuovo la vescica?

Mentre scrivo mi sto accorgendo che sono tutte manie che si manifestano durante la notte…o comunque in assenza di luce naturale.

Oddio…non è che sono una specie di licantropo??????????????

Solo questa mi mancava….

Postato da: Marsettantuno a 09:09 | link | commenti (8) |

mercoledì, 16 marzo 2005

SI FA PRESTO A DIRE DUNA!

 

 

 

Non sono mai stato un appassionato di automobili, anzi, per essere precisi non me ne frega niente; al limite mi piacciono un po’ le due ruote tant’è che posseggo uno scooterone.

Però la storia che sto per raccontare non appartiene ad un pezzo di ferraglia con quattro ruote sotto, ma ad una vera e propria filosofia di vita.

Si, lo confesso: sono stato un Dunista!

Ho avuto (e condotto) nel secolo scorso una Fiat Duna.

Già vi vedo con sorrisini sardonici o di compassioni stampati sul viso, ma vi garantisco che nulla è di più errato.

In quel tempo (Wow…sembra la lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi) ero un povero studentello con tante idee in testa, tante prospettive, tante speranze ma…senza una lira in tasca.

Ovviamente, essendo ormai passato all’età adulta, necessitavo di un mezzo di locomozione per poter più agevolmente spostare il mio deretano da un luogo all’altro.

La scelta ricadde quindi con estrema naturalezza su una Fiat Duna color grigio topo con impianto a GPL.

Non mi costò nulla, faceva 560 km con 30 mila lire di gas e manutenzione zero.

Aveva come controindicazioni principalmente il fatto che il prossimo ti vedeva come uno sfigato e quindi eri continuo oggetto di battute tipo: “Ohhh, allora domenica andiamo a Terni a vedere il Chieti?”, io: “Eh sci, dai, parteme!”, e loro: “Vabbò dai…stavolta facciamoci pure due risate, andiamo con il Dunone a gas. Ci mettiamo 6 ore ma non ci costa un cazzo! E poi se te la rompono chissenefrega…è una Duna…secondo me neanche si degnano a prenderla a sassate!”.

Si, il Dunone…io ed i miei amici la chiamavamo così, in un misto di ironico ed affettuoso.

Non superava i 120 km/h in discesa, se beccava una minima salita non andava oltre i 60 km/h neanche se gli mettevi dietro una mandria inferocita di bufali, tenuta di strada praticamente zero, però….silenziosissima e quando andavi in gruppo a fare qualche viaggio, al momento di dividere le spese erano soddisfazioni.

“Vuaglio’….allora…dunque, siamo in quattro, abbiamo fatto 1000 kilometri…quindi…fammi fa ddù conti…ah scì….15 mila lire a testa!”.

Praticamente, quasi quasi facevi Chieti-Milano e ritorno spendendo 15 mila lire a cranio!!!

E poi sfatiamo un mito.

Durante il mio periodo dunista ho avuto grandi successi con le donne e, non ve lo nascondo, la Fiat Duna è la migliore auto al mondo per farci le maialate.

Larga, comoda, spaziosa, sedili comodi ed avvolgenti, niente portaoggetti tra i piedi e soprattutto una leva del cambio non sporgente e quindi non insidiosa per la castità del deretano sia di lei che soprattutto di lui (cioè di me)…praticamente una camera da letto alla quale mancano solo i due abat-jour.

Potevi farci di tutto lì dentro, non avevi preclusioni per il Kamasutra e, per tornare al discorso appena accennato su, non pregiudicava in alcun modo il successo con il gentil sesso.

D’altro canto, le donne migliori non sono quelle che accettano di uscire con te anche (o forse proprio perché) hai una Fiat Duna?

Innanzitutto avevi la certezza che uscivano con te perché gli piacevi e non perché avevi una bella macchina e, dulcis in fundo, se erano ancor più intelligenti potevano capire che, come detto, non si trattava solo di una ferraglia, ma di un modo ironico e sprezzante di affrontare la vita.

Purtroppo, come tutte le belle favole, anche quella della Duna è finita.

Aveva iniziato ad accusare il peso degli anni e degli insulti e così come un vecchio guerriero da un giorno all’altro decise di farla finita con quest’esistenza terrena, manifestandomi i suoi intenti lasciandomi a piedi più di una volta.

Volle fare il suo ultimo viaggio da vero eroe qual’era.

Un fine settimana mentre tornavo a Chieti da Teramo, all’inizio del viaggio si staccò il paraurti posteriore facendo un baccano infernale.

Eravamo io e due mie amiche/colleghe.

Dopo una mezz’ora trascorsa a cercare soluzioni imprecando, a qualcuno venne un’idea.

Legammo così una corda alla parte penzolante del paraurti e facemmo ritorno in Terrasanta con le due mie amiche che dal sedile posteriore reggevano il paraurti con l’altro capo della corda.

Qualche tempo dopo, mi sembrò naturale recarmi alla concessionaria per comprare una nuova 4ruote.

Il giorno in cui dovetti ridarla indietro per prendere la nuova, mi feci fare un vero a proprio servizio fotografico insieme alla mia vecchia compagna di mille avventure.

Anche il cielo si fece grigio, come in tutti gli addii, e non nascondo che versai anche qualche lacrima uscendo dalla concessionaria.

Qualche giorno fa, vedendo “Nestore ultima corsa”, il film di Alberto Sordi sulla storia del vecchio cavallo di un vetturino romano, mi stava venendo un colpo al cuore, soprattutto durante la scena del mattatoio.

Forse la mia Duna non meritava di finire allo sfasciacarrozze…e mi piace pensare che sia stata salvata da qualcuno che vedendola parcheggiata sul cortile della concessionaria abbia voluto acquistarla per far fare scuola guida al figlio.

Addio vecchio ferraginoso amico, non ti dimenticherò mai!

 

 

 

 

 

 

Postato da: Marsettantuno a 09:48 | link | commenti (5) |

lunedì, 14 marzo 2005

MAGIE

Durante la mia convalescenza tra le lenzuola domestiche, oltre a godere di un meritato riposo, ho potuto approfondire tante cose.

Una su tutte, lo stato comatoso della televisione italiana, soprattutto quella privata.

Ormai, ovunque vada a parare il telecomando, è tutto un fiorire di Marie De Filippi con i loro gruppuscoli di ragazze scosciate e uomini ingellati, lampadati e camicia aperta sul petto, madri che vorrebbero rivedere i figli, signore frustrate, uomini in cerca della donna della vita ecc.

Scendendo ulteriormente di livello, in quelle emittenti che Verdone chiamò in "Bianco Rosso e Verdone" T.P.C. T.C.C. T.V.D., ormai il predominio è di ex massaie 60enni biondo platino che, scoperto come il lavoro di casalinga sia poco remunerativo, hanno investito 5 euri per un mazzo di carte, si sono inventate un nome d'arte tipo "La Maga Asteria" oppure "Osiris" e sbarcano il lunario facendo le chiromanti.

Tutto questo di giorno....

Di notte, invece, passati i primi sei canali nell'ordine rigoroso della memorizzazione sulla TV, dal canale 7 in poi è tutto un "Chiama e godi...", "Zitto e ascolta", "Ragazze vogliose", "Studentesse sole", "Gayline", "Notti bagnate" ecc. ecc., con un notevole florilegio di cosce, seni, natiche e particolari di aperture vulvo-vaginali.

Ora....non è che la visione di cotanta grazia sia di per se sgradevole, suvvia.

Però, cribbio santo, nessuno ha mai spiegato a questi signori che cos'è l'inflazione?

A parte il fatto che, ad occhio, un medio sfigato potenziale utente di questi servizi 144, facendosi due conti su quello che spenderebbe solamente per sentire maialate al telefono, arguirebbe che con la medesima cifra potrebbe congiungersi carnalmente, sul serio, con una vera donna benchè prezzolata...

...ma c'è davvero qualcuno che riesce a farsi attrarre da una simile pubblicità?

Come sarà mai possibile eccitarsi davanti a cose simili?

Ai miei tempi, cioè negli anni 80, il mito di noi 14enni brufolosi dell'epoca era una trasmissione che si chiamava "Frutto Proibito", condotta dalla buonanima di Moana Pozzi coadiuvata da stelle tipo Cicciolina, Malù Ramba, Petra Scharbach ecc. ecc.

Questa trasmissione aveva la peculiarità di prometterti chissà quali celestiali visioni per poi, regolarmente, farti vedere al massimo un paio di tette oppure mezza chiappa.

Ebbene, sarà che a 14 hai più ormoni che cellule, sarà che a quell'età non avevamo ancora visto una donna nuda "Live", ma forse proprio il fatto dell'attesa, del vedo/non vedo (anzi...del non vedo) che ci faceva diventare dei veri maghi.

Chi non ricorda che, come per magia, mentre guardavamo con gli occhi sbarrati la TV in attesa di chissà cosa, i tavoli sopra le nostre gambe si alzavano misteriosamente????????

Postato da: Marsettantuno a 10:29 | link | commenti (14) |



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